Collettivo Antipsichiatrico Artaud

A Pisa è nato il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud contro gli usi ed abusi della psichiatria.
Nessuno di noi è psichiatra, psicologo o uno "specialista " della mente ma siamo tutte persone
interessate a contrastare gli effetti nefasti che questa scienza del controllo produce sull'intero corpo sociale.
Ci sembra necessario mettere in discussione le pratiche di esclusione e segregazione indirizzate
a tutti quelli che non accettano il sistema di valori imposto dalla società.
E' arrivato il momento di rompere il silenzio che permette il brutale perpetuarsi di tutte le
pratiche psichiatriche e di smascherare l'interesse economico che si cela dietro
l'invenzione di nuove malattie per promuovere la vendita di nuovi farmaci.
Ci proponiamo di fornire:
- un aiuto legale
- informazione sui farmaci e sui loro effetti
collaterali
- denunciare le violenze e gli abusi della psichiatria

Chiunque è interessato può intervenire alle nostre assemblee che si svolgano
tutti i martedì alle 21:30 c/o lo Spazio Antagonista Newroz in via Garibaldi 72 a PISA
per info : antipsichiatriapisa@inventati.org
3357002669

attivo il nuovo sito del collettivo
www.artaudpisa.noblogs.org

domenica 21 maggio 2017

ROVERETO ven 26/05 presentazione di ELETTROSHOCK c/o Circolo Culturale Cabana



ROVERETO (TN) VENERDI’ 26 MAGGIO 2017
c/o Circolo Culturale Cabana - Via Campagnole, 22
ore 21 presentazione di:

"ELETTROSHOCK"  La storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti di chi le ha vissute."
a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
Edizioni Sensibili Alle Foglie.

per info:
www.artaudpisa.noblogs.org

giovedì 18 maggio 2017

CANAPISA 2017: LA FOLLIA DI CURARE LA PAZZIA



come collettivo antipsichiatrico anche quest’anno parteciperemo a Canapisa.
sotto il volantino che distribuiremo durante la street parade.
CANAPISA STREET PARADE 2016 Sabato 20 maggio ore 16 Piazza Sant’Antonio – PISA

LA FOLLIA DI CURARE LA PAZZIA
Sulla crisi , il controllo sociale e il proibizionismo…
Anche quest'anno parteciperemo a Canapisa per sostenere la lotta antiproizionista e ribadirne l'affinità  con quella antipsichiatrica. Rivendichiamo la libertà di scegliere per noi stessi e rifiutiamo qualsiasi forma di patologizzazione dei comportamenti, tesa a creare categorie sociali discriminate e emarginate come quelle di "drogato" e "pazzo".
L’istituzione psichiatrica è infatti uno dei principali strumenti che il sistema usa per ostacolare l’autodeterminazione degli individui, per arginare qualsiasi critica sociale e normalizzare quei comportamenti ritenuti “pericolosi” poiché non conformi al mantenimento dello status quo, intervenendo nel complesso ambito della sofferenza.
Assistiamo oggi ad una sistematica diffusione della crisi, sia sociale, economica e personale; le cui cause vanno ricercate nella società in cui viviamo e nello stile di vita che ci viene imposto e non nei disturbi biochimici della mente.
La logica psichiatrica sminuisce invece le nostre sofferenze, riducendo le reazioni dell’individuo al carico di stress cui si trova sottoposto  a sintomi di malattia e medicalizzando gli eventi naturali della vita.
Poiché la risposta psichiatrica è sempre la stessa per tutte le situazioni - diagnosi-etichetta e cura farmacologica - crediamo che rivendicare il diritto all'autodeterminazione in ambito psichiatrico significhi “riappropriarsi” della follia e della molteplicità di maniere per affrontarla, elaborandola in maniera autonoma.
La psichiatria moderna è diventata una tecnica di repressione tramite psicofarmaci. Che bisogno c’è della camicia di forza quando oggi basta una pillola oppure una siringa?
Sicuramente l’uso della violenza (non del tutto sparito, infatti in molti reperti si usa ancora la contenzione meccanica) è un approccio più appariscente e rumoroso, ecco perché è preferibile una tecnica, farmacologica, silenziosa, incontrollabile e diluibile. E’ molto più semplice convincere qualcuno a prendere delle pasticche o a farsi fare iniezioni che a farsi legare ad un letto.
L’istituzione psichiatrica continua a compiere la sua funzione di esclusione e controllo sociale, ed ha enormemente ampliato il suo bacino d’utenza aumentando di anno in anno il numero delle “malattie mentali” da curare, ossia dei comportamenti “devianti” da uniformare.
Tra questi rientra il consumo di sostanze psicoattive, che oggi diviene sintomo di un disagio da trattare con cure psichiatriche, trasformando un fenomeno culturale e sociale in una questione sanitaria. Negli ultimi anni a causa del decreto Fini-Giovanardi ed alle nuove proposte di legge in materia psichiatrica, si è rafforzato il legame proibizionismo-psichiatria ed i consumatori di sostanze illegali sono diventati merce per le multinazionali farmaceutiche e per l'industria del recupero e della riabilitazione sulla base di una doppia diagnosi che li vede “malati mentali” in quanto drogati e “drogati” a causa della loro "malattia mentale".
Nonostante si dimostri proibizionista nei confronti di chi consuma volontariamente sostanze, la psichiatria diffonde sul mercato molecole psicoattive e somministra trattamenti farmacologici che sono spesso introdotti coercitivamente nel corpo delle persone.
Gli psicofarmaci, oltre ad agire solo sui sintomi e non sulle cause della sofferenza della persona, alterano il metabolismo e le percezioni, rallentano i percorsi cognitivi ed ideativi contrastando la possibilità di fare scelte autonome, generano fenomeni di dipendenza ed assuefazione del tutto pari, se non superiori, a quelli delle sostanze illegali classificate come droghe pesanti, dalle quali si distinguono non per le loro proprietà chimiche o effetti ma per il fatto di essere prescritti da un medico e commercializzate in farmacia. Siamo qui a chiedere dunque: qual'è la vera differenza fra le droghe illegali e gli psicofarmaci?
Siamo contro l'obbligo di cura e contro il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO), non condanniamo a priori l'utilizzo di psicofarmaci ma pensiamo che spetti all'individuo deciderne in libertà e consapevolezza l'assunzione.
Il TSO, la cui applicazione avviene nei reparti ospedalieri preposti (i cosiddetti SPDC), ha effetti coercitivi che vanno ben oltre le mura della stanza d'ospedale: è usato, presso i CIM o i Centri Diurni, anche come strumento di ricatto quando la persona chiede di interrompere il trattamento o sospendere/scalare la terapia; infatti oggi l' obbligo di cura non si limita più alla reclusione in una struttura, ma si trasforma nell'impossibilità effettiva di modificare o sospendere il trattamento psichiatrico per la costante minaccia di ricorso al ricovero coatto cui ci si avvale alla stregua di strumento di oppressione e punizione. Per questo ancora una volta diciamo NO ai TSO, perché i trattamenti sanitari non possono e non devono essere coercitivi e affinché nessuno più debba morire di psichiatria
Sentiamo pertanto l'esigenza di contrastare ancora una volta il perpetuarsi di tutte le pratiche psichiatriche e di smascherare l’interesse economico che si cela dietro l’invenzione di nuove malattie per promuovere la vendita di nuovi farmaci.


Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38 56100 Pisa
 antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org / 335 7002669

domenica 30 aprile 2017

ROMA sab 6/5 INIZIATIVA in RICORDO di SANDRO CAPPANNINI (NO PAZZIA))



INIZIATIVA IN RICORDO DI SANDRO CAPPANNINI (WWW.NOPAZZIA.IT) ROMA sab 6/05 
Sabato 6 maggio 2017 a Roma, ci sarà una iniziativa in ricordo di Sandro Cappannini 
(morto nel dicembre 2016, creatore del sito internet

www.nopazzia.it " di informazione critica alla psichiatria),
presso la libreria Anomalia (che fu' anche sede del Telefono Viola
negli anni '90, di cui Sandro faceva parte e successivamente di un
gruppo di auto  mutuo aiuto, gestito dallo stesso Sandro C.),
Sandro Cappannini, portava avanti la critica alla Psichiatria, perché :

-Fondata su una teoria,mai dimostrata, che la "malattia mentale" é
causata da un difetto nel cervello (produzione e trasmissione dei
neurotrasmettitori). Solo che non esiste alcun tipo di analisi
strumentale (elettroencefalogramma, TAC, analisi del sangue o altro)
che possa rilevare una malattia mentale,questo presunto "difetto". La
diagnosi di una malattia mentale é effettuata, da un* psichiatra,
solamente attraverso la osservazione dei comportamenti (nelle azioni e
nelle parole) di una persona e dal "giuidizio" (personale) che viene
dato su di essi (che é influenzato anche della cultura del tempo,
tantevvero che fino ai primi anni '70, la omosessualità era era
considerata una malattia mentale, ed era riportata nel DSM
(pubblicazione in cui vengono elencate tutte le malattie mentali con i
loro sintomi,  edita dalla Associazione  Psichiatrica Americana ed
adottato come manuale diagnostico dagli psichiatri in tutto il mondo).

-Gli Psicofarmaci usati per "curare" le "malattia mentali", hanno
gravi effetti collaterali (basta leggere i foglietti illustrativi, i
"bugiardini" ), debilitano la persona sia sul piano fisico  che su
quello intellettuale,  provocano, sono causa di vere e proprie
malattie iatrogene e vengono dati, generalmente, "a vita", per
moltissimi anni.
Gli psicofarmaci non "curano", ma vengono  usati perché fanno sparire
i "sintomi", allo stesso modo per cui, in passato,  veniva usata la
Lobotomia (ad Egas Moniz_, _inventore della stessa, nel 1949 fu dato
il Premio Nobel per la Medicina).

-Usa lo strumento del TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) per
obbligare l'assunzione di psicofarmaci una persona che non li vuole
prendere.



DI SEGUITO IL PROGRAMMA SABATO 6 MAGGIO ore16, presso la
libreria Anomalia (via dei Campani 73 a San Lorenzo, Roma)
INIZIATIVA IN RICORDO DI SANDRO CAPPANNINI (creatore del sito internet
www.nopazzia.it " di informazione critica alla psichiatria)

-Proiezione video-interviste a :
-Sandro Cappannini
-Giorgio Antonucci (medico,  psicanalista, collaboratore di Franco
Basagllia, antipsichiatra).

-Lettura di scritti di Sandro Cappannini.
-Presentazione dei contenuti del sito "nopazzia".
-Interventi liberi e Dibattito.

amici e compagni di Sandro


Collettivo Antipsichiatrico "Antonin Artaud" Pisa - 2007 antipsichiatriapisa@inventati.org